Dopo il fermo delle attività economiche dovuto alla crisi pandemica, nel 2021 si registra una crescita significava nella produzione dei rifiuti speciali, che raggiunge 165 milioni di tonnellate. L’aumento del 12,2% corrisponde a circa 18 milioni di tonnellate. La ripresa nei settori industriale, artigianale e dei servizi segna un aumento dei rifiuti generati dalle attività produttive. Questo è quanto emerge dal Rapporto Rifiuti Speciali 2023 dell’Ispra,

Quasi la metà (47,7%) proviene dalle attività di costruzione e demolizione (78,7 milioni di tonnellate), settore che si conferma come il principale nella produzione totale di rifiuti speciali. Per questa tipologia di rifiuti risulta significativa la percentuale di riciclo (80,1%) superando ampiamente l’obiettivo del 70% fissato dalla normativa al 2020. Il recupero riguarda prevalentemente la produzione di rilevati e sottofondi stradali.

Anche per la Regione Lazio il principale produttore di RS è il settore delle costruzioni e delle demolizioni, con il 54,5%; seguito dai rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale che contribuisce per un altro 28,86%.

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Catasto nazionale dei rifiuti

In generale la gestione dei rifiuti speciali è attuata da oltre 10 mila impianti presenti in Italia: 5.928 sono situati al Nord, 1.899 al Centro e 2.936 al Sud.

L’analisi dei dati relativa alla dotazione impiantistica nazionale mostra che gli impianti dedicati al recupero di materia sono preponderanti, con 4.601 infrastrutture, costituendo il 42,7% della dotazione nazionale; seguono, con il 16,4%, gli impianti che effettuano esclusivamente lo stoccaggio dei rifiuti in attesa di recupero/smaltimento, corrispondenti a 1.766. Gli impianti di autodemolizione sono 1.430, costituendo il 13,3% del totale, e gli impianti produttivi, che effettuano il recupero di materia all’interno del ciclo industriale, risultano essere 1.209 (11,2%).

Nel Lazio sono presenti 444 impianti di cui 14 discariche. Insieme a Lombardia e alla Basilicata, è una delle tre regioni che ha sul proprio territorio le discariche per tutte e tre le categorie di rifiuti speciali: inerti, non pericolosi e pericolosi.

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2023

Si recupera materia dal 72,1% degli speciali e solo il 5,7% del totale gestito prevede lo smaltimento in discarica (10,2 milioni di tonnellate). Anche la Regione Lazio su 8.847.839 di tonnellate di RS prodotti 7.015.533, pari al 79%, sono recuperate mentre 1.832.306 sono smaltite, dunque un dato superiore alla media nazionale.

Le regioni che producono più rifiuti speciali sono Lombardia (37,4 milioni di tonnellate), Veneto (18 milioni) ed Emilia Romagna (14,6 milioni). Al Centro la maggiore produzione è nel Lazio (10,2) e al Sud in Puglia (11,4).

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2023

Anche per i rifiuti pericolosi la regione che produce i maggiori quantitativi è la Lombardia, con 3,3 milioni di tonnellate, corrispondenti all’8,8% del totale di rifiuti speciali prodotti a livello regionale, ed al 45,5% dei rifiuti speciali pericolosi del Nord (quasi 7,3 milioni di tonnellate).

Al Centro, il Lazio e la Toscana producono, rispettivamente, circa 584 mila tonnellate (5,7% del totale regionale) e 455 mila tonnellate (4,6%) dei rifiuti pericolosi, pari al 42,5% e al 33,1% del totale prodotto dalla macroarea geografica (quasi 1,4 milioni di tonnellate).

Al Sud la Campania, la Puglia e la Sicilia sono le regioni che presentano i valori maggiori di produzione dei rifiuti pericolosi, prossimi alle 400 mila tonnellate per le prime due regioni e a 350 mila tonnellate per la Sicilia, con valori percentuali pari, rispettivamente, al 20%, 19,4% e 17,6% del totale prodotto da questa macroarea (circa 2 milioni di tonnellate) e al 4,4%, 3,5% e 3,8% del totale regionale.

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2023

Il rapporto fornisce anche i dati su base nazionale sui flussi di rifiuti che, per quantità o complessità, presentano le maggiori criticità gestionali: diminuiscono del 12,2% rispetto al 2020 i rifiuti contenenti amianto; mentre occorre rafforzare la raccolta degli pneumatici fuori uso ed è necessario implementare tecnologie di recupero, anche di tipo energetico, per i fanghi di depurazione delle acque reflue urbane. Infine, per i rifiuti sanitari la normativa privilegia ancora molto lo smaltimento.