Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani dell’Ispra, torna ad aumentare la produzione di rifiuti urbani in Italia nel 2021, soprattutto nei 16 comuni con popolazione residente al di sopra dei 200 mila abitanti, dove l’incremento tra 2020 e 2021 è stato più alto del 2,8 per cento rispetto alla media nazionale. Tale crescita è dovuta sia alla ripresa del pendolarismo sia al ritorno del turismo in Italia, dopo la crisi pandemica. La crescita resta comunque inferiore a quella del PIL, cresciuto del 6,7 per cento, e dei consumi delle famiglie cresciuti del 5,3 per cento. Nel Lazio la produzione di rifiuti urbani è passata da 2.815.268 tonnellata nel 2020 a 2.883.043 di tonnellate nel 2021 con un incremento del 2,4 per cento.

Cresce la raccolta differenziata a livello nazionale raggiungendo quota 64 per cento; tuttavia, nel Lazio si attesta al 53,41 per cento, cresciuta dell’1,1 per cento rispetto al 2020, ma restando comunque al di sotto dell’obiettivo nazionale del 65 per cento di raccolta differenziata.

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2022

Tra le province del Lazio, la più virtuosa è Viterbo che raggiunge il 63,55 per cento di raccolta differenziata, mentre Roma, con il suo 51,39 per cento è l’ultima delle quattro province.

Fonte: rielaborazione grafica di dati provenienti da Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2022

La crescita della raccolta differenziata ha determinato negli anni un aumento della domanda di nuovi impianti di trattamento, soprattutto per la frazione organica, ma non tutte le regioni dispongono di strutture sufficienti a trattare i quantitativi prodotti. Nel 2021 la quota dei rifiuti organici avviati al trattamento è cresciuta di 190 mila tonnellate, pari al 2,9%. Nel Lazio la quota di rifiuti organici destinata al compostaggio nel 2021 è cresciuta del 20,9 per cento rispetto al 2020, dovuto, essenzialmente, ai maggiori flussi di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, cresciuti del 27,5% rispetto al 2020. Nel corso del 2021 il Lazio ha smaltito fuori regione 285.166 tonnellate di frazioni organiche da raccolta differenziata, a causa della carenza di infrastrutture adeguate ai quantitativi prodotti sul proprio territorio.

Oltre la metà dei 657 impianti per la gestione dei rifiuti operativi in tutta Italia, si occupa di trattare questa frazione. Nel Lazio sono attivi 17 impianti di compostaggio e 2 Impianti di compostaggio e trattamento integrato aerobico/anaerobico. La combinazione dei due processi, anaerobico e aerobico, consente di produrre, da una parte, fertilizzanti da utilizzare in agricoltura e, dall’altra, utilizzare il biogas generato  direttamente per la cogenerazione di energia elettrica e termica e/o ulteriormente purificato per la produzione di biometano destinato all’autotrazione ed altri impieghi in luogo del gas naturale. A livello nazionale i dati dell’anno 2021 mostrano un crescente interesse verso tale tecnologia.

Per quanto riguarda i TMB nel 2021 il Lazio si conferma la regione del Centro dotata della maggiore capacità di trattamento autorizzata, circa 3 milioni di tonnellate a fronte dei 5,2 milioni complessivi del Centro Italia. Nel 2021 nei TMB del Lazio sono stati trattati 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti.

Nonostante nell’ultimo decennio il ricorso alla discarica si sia ridotto del 52%, occorre dimezzare in tempi brevi questa forma di smaltimento, che riguarda quasi 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 19% dei rifiuti prodotti. Nelle regioni centrali, lo smaltimento in discarica è diminuito di circa 37 mila tonnellate nell’ultimo anno (-2,1%). Tale contrazione è ascrivibile, in particolare, alle quantità smaltite nel Lazio dove si registra una diminuzione del 10,3% rispetto al 2020. Tale andamento è tuttavia determinato dalla ridotta capacità impiantistica con un contestuale conferimento di rifiuti in impianti localizzati al di fuori del territorio regionale che, anche se ridotto rispetto agli anni precedenti, ha riguardato nel 2021 circa 87 mila tonnellate di rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani.

Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 194,5 euro/abitante (nel 2020 era 185,6) in aumento di 8,9 euro ad abitante. I costi più elevati si rilevano al Centro con 230,7 euro/abitante, segue il Sud con 202,3 euro/abitante, mentre al Nord il costo è pari a 174,6 euro/abitante. Nel Lazio si attesta a 231,57 euro/abitante, con un incremento di 5,15 euro/abitante rispetto al 2020.