Gli inceneritori sono impianti di trattamento “termico” dei rifiuti che impiegano per il loro smaltimento un processo di combustione ad alta temperatura. Possono essere impiegati sia per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati sia di rifiuti che hanno subito un processo di selezione finalizzato a eliminare i materiali non combustibili (vetro, metalli, inerti) e la frazione umida (cioè la parte organica, per esempio gli scarti alimentari).
AMBIENTE
Gli inceneritori sono impianti per lo smaltimento dei rifiuti urbani e/o speciali, che utilizzano processi di combustione condotti in eccesso di ossigeno, senza recupero energetico; i prodotti della combustione sono essenzialmente biossido di carbonio e acqua. Tali processi trovano frequente applicazione a livello industriale e attualmente vengono utilizzati come una delle soluzioni alternative alla collocazione dei rifiuti in discarica. Gli impianti a tecnologia tradizionale per il trattamento dei rifiuti urbani e/o speciali utilizzano processi di combustione condotti in eccesso di ossigeno; i prodotti della combustione sono essenzialmente anidride carbonica e acqua.
I termovalorizzatori sono inceneritori dotati di un sistema di recupero energetico. Sono impianti che utilizzano rifiuti (generalmente i rifiuti solidi urbani, che, trattati adeguatamente, vengono definiti CDR, cioè combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile per produrre calore o energia. Si tratta, quindi, di vere e proprie centrali elettriche. In molti Paesi europei non vi è distinzione di termini fra inceneritori e termovalorizzatori, considerati a tutti gli effetti come inceneritori di nuova generazione. Anche la legislazione italiana non distingue i due termini, usando il termine inceneritore per comprendere entrambe le tipologie di impianti.
Gli impianti di incenerimento emettono ossidi di azoto, particolato e vari gas, determinando così una “pressione” sull´ambiente la cui dimensione è di complessa valutazione.
SALUTE
Il processo di combustione, generalmente chiamato incenerimento, è oggi il trattamento termico più comune applicato per diverse tipologie di rifiuti, tra cui i rifiuti solidi urbani, i rifiuti industriali e i combustibili solidi da rifiuti . Il trattamento termico consente di ridurre i rifiuti solidi sia in massa che in volume, preservando lo spazio in discarica e riducendo il rischio di problemi sanitari dovuti alla loro decomposizione.
Al di là degli indubbi benefici, c’è anche una certa preoccupazione per i possibili effetti nocivi dell’incenerimento per la salute umana. Il processo termico rilascia nell’aria diverse sostanze, tra cui il particolato, sia grossolano (PM10) che fine (PM2,5), metalli pesanti come il mercurio o il piombo, e prodotti di combustione incompleta come le diossine o il benzene. Questi contaminanti, una volta rilasciati, possono raggiungere il corpo umano attraverso varie vie, e quindi potenzialmente esercitare i loro danni. L’effetto dell’incenerimento dei rifiuti sulla salute umana è stato analizzato molte volte negli ultimi anni, valutando vari possibili esiti. Revisioni recenti hanno mostrato associazioni rilevanti tra le emissioni degli inceneritori e molteplici esiti come cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie in termini sia di mortalità che di morbilità. Gli esiti riproduttivi e i difetti congeniti sono, così come le disfunzioni endocrine, eventi frequentemente studiati in questo tipo di contesti. I risultati degli studi sugli effetti sulla salute dell’incenerimento dei rifiuti, tuttavia, sono spesso poco chiari o incompleti, principalmente a causa di problemi di progettazione dello studio o di valutazione dell’esposizione.
