Con ciclo dei rifiuti si intende quel processo che inizia con la loro produzione fino ad arrivare al loro trattamento e smaltimento finale.

La Commissione Europea, con la Direttiva 2008/98/CE e il Regolamento 2014/955/UE ha stabilito che la corretta gestione dei Rifiuti deve rispettare una precisa gerarchia di azioni:

  1. Prevenzione;
  2. preparazione per il riutilizzo/riuso;
  3. riciclo;
  4. recupero di altro tipo, come per esempio il recupero di energia;

Prevenire la formazione dei rifiuti, riutilizzare i prodotti e riciclare i materiali sono i passi essenziali da percorrere prima di procedere al recupero attraverso la trasformazione in energia o all’avvio allo smaltimento in discarica.

La gestione dei rifiuti è un processo complesso e ad alto contenuto tecnologico, articolato in tre fasi principali: la raccolta e il trasporto, il trattamento e lo smaltimento finale.

Raccolta e il trasporto

La raccolta e il trasporto dei rifiuti sono le operazioni che consentono di mantenere salubri gli ambienti in cui essi sono prodotti.

In questa fase, la raccolta differenziata ha un ruolo fondamentale per procedere successivamente con un corretto riciclo dei rifiuti, soprattutto di quei materiali come plastica, carta, metallo e vetro.

Queste attività consentono di ottimizzare le risorse e ridurre notevolmente la quantità di rifiuti che devono essere smaltiti.

il trasporto dei rifiuti, regolamentato dal D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, noto anche come “Testo Unico Ambientale” o “Codice dell’ambiente”, deve essere effettuato da imprese che possiedano le necessarie autorizzazioni. Il trasporto viene effettuato con mezzi idonei, che possono essere o autocompattatori o veicoli tradizionali. Se l’impianto di smaltimento è lontano rispetto ai punti di raccolta, i rifiuti vengono portati prima nelle stazioni di trasferimento, dove avviene il compattamento e il travaso dei rifiuti su mezzi più grandi, poi saranno questi ultimi a trasportarli verso il sito di smaltimento finale.

Trattamento

L’articolo 2 della Direttiva 1999/31/CE definisce il trattamento dei rifiuti: “i processi fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la cernita, che modificano le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero”.

In base alla modalità con cui i rifiuti vengono raccolti, si possono eseguire diversi tipi di trattamento:

  • Raccolta differenziata: i rifiuti possono essere destinati al riciclaggio o al compostaggio.
  • Raccolta non differenziata: i rifiuti possono essere destinati al recupero di energia.

Con il termine riciclaggio si intende qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare come combustibili o in operazioni di riempimento.

Il compostaggio è un processo che, partendo da scarti organici come la frazione umida dei rifiuti solidi urbani, i fanghi di depurazione e gli scarti provenienti dalla manutenzione delle aree verdi, porta alla produzione del compost, che può essere utilizzato come fertilizzante.

Ai rifiuti indifferenziati si possono applicare tre tipi di trattamento:

  • Trattamento a freddo;
  • Trattamento a caldo;
  • Conferimento dei rifiuti in discarica.

Il trattamento meccanico-biologico (TMB)

Il trattamento meccanico-biologico è il più comune trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. È una fase essenziale del ciclo dei rifiuti poiché consente, attraverso un processo di selezione meccanica e trattamento biologico di:

  • recuperare una ulteriore parte di materiali riciclabile;
  • operare una opportuna selezione dei rifiuti da avviare all’incenerimento/termovalorizzazione, consentendo una minore emissione di inquinanti e una maggiore resa energetica degli stessi;
  • ridurre il volume del materiale in vista dello smaltimento finale e quindi un minore ricorso a discariche e inceneritori;
  • stabilizzare i rifiuti in modo tale che venga minimizzata la formazione dei gas di decomposizione e il percolato.

Gli inceneritori e i termovalorizzatori

Gli inceneritori sono impianti di trattamento termico dei rifiuti che impiegano per il loro smaltimento un processo di combustione ad alta temperatura. Possono essere impiegati sia per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati sia di rifiuti che hanno subito un processo di selezione finalizzato a eliminare i materiali non combustibili, come vetro, metalli e inerti, e la frazione umida, cioè la parte organica dei rifiuti come per esempio gli scarti alimentari. I rifiuti trattati con questa modalità vengono definiti CDR, combustibile derivato dai rifiuti o più comunemente ecoballe.

Gli inceneritori, oltre allo smaltimento dei rifiuti, consentono un loro recupero sotto forma di energia. L’energia termica dei fumi viene infatti usata per produrre vapore acqueo che genera energia elettrica. Gli impianti più moderni, inoltre, consentono un ulteriore recupero del calore che viene impiegato per il teleriscaldamento. Gli impianti che, oltre all0incenerimento consentono il recupero di energia, sia elettrica sia sottoforma di teleriscaldamento, vengono spesso chiamati termovalorizzatori.

Gli inceneritori/termovalorizzatori producono, come scarto della loro attività fumi, ceneri e scorie solide, risultanti in parte dall’attività di filtraggio dei fumi. Parte di questi scarti sono rifiuti speciali che richiedono un apposito processo di smaltimento.

I gassificatori

I gassificatori sono anch’essi impianti per il trattamento termico dei rifiuti. Attraverso il riscaldamento della materia organica presente nei rifiuti, in un ambiente contenente una piccolissima quantità di ossigeno, i rifiuti vengono “scomposti” fino ad arrivare alla produzione di una parte gassosa, detta syngas, e una solida o liquida.

Si tratta di impianti ancora poco diffusi, il cui utilizzo è in genere limitato a specifiche tipologie di rifiuti, per esempio plastiche, pneumatici, scarti di cartiera, scarti legnosi o agricoli, ma che offrono un rendimento energetico superiore a quello degli inceneritori.

Smaltimento

Lo smaltimento è la fase finale del ciclo dei rifiuti. Tutte le fasi precedenti producono dei residui che devono essere conferiti in discarica.

Le discariche

Lo smaltimento in discarica è considerato l’ultima fase delle operazioni di gestione dei rifiuti. Essa dovrebbe infatti essere un’opzione residuale a cui destinare soltanto gli scarti derivanti dalle attività di riciclo, TMB, incenerimento o gassificazione.

Tuttavia, ad oggi essa rimane in Italia la più diffusa modalità di smaltimento con oltre la metà dei rifiuti prodotti conferiti in discarica.

Secondo il nostro ordinamento sono possibili tre tipologie di discariche: per rifiuti pericolosi, per rifiuti inerti, per rifiuti non pericolosi, tra cui i rifiuti solidi urbani. È da evitarsi il ricorso alla discarica per rifiuti indifferenziati. Mentre è vietato per i materiali riciclabili e per quelli ad alto contenuto di carbonio organico, cioè contenenti sostanze organiche chimicamente attive, in grado di interferire con l’ambiente.